6 dicembre 2017

Pop up, un fossile di cartone animato

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Pop up, un fossile di cartone animato

L’8 dicembre al Teatro al Parco va in scena «Pop up, un fossile di cartone animato», uno spettacolo che esplora le geometrie dell’immaginario infantile attraverso una versione scenica del libro pop up


Nell’ambito della rassegna del Teatro delle Briciole «Weekend al Parco – Proposte di teatro per adulti e bambini insieme», venerdì 8 dicembre alle 16.30 al Teatro al Parco va in scena «Pop up, un fossile di cartone animato», una produzione per bambini dai 3 anni nata nel 2013 nell’ambito del cantiere produttivo del Teatro delle Briciole “Nuovi sguardi per un pubblico giovane” e da allora costantemente in tournée in Italia e all`estero, rappresentata davanti ai pubblici di teatri e festival di tanti Paesi, dall’Inghilterra alla Polonia, dalla Francia alla Spagna a Israele.

Diretto dai Sacchi di Sabbia, formazione di spicco più volte premiata anche con il Premio Ubu, l’Oscar del teatro italiano, interpretato da Beatrice Baruffini e Serena Guardone, lo spettacolo è una reinvenzione teatrale del libro animato, un cartone teatrale che esplora le geometrie dell’immaginario infantile attraverso una versione scenica del libro pop up. Vi si narrano le avventure di un bambino di carta e di una piccola, enigmatica sfera, delle loro metamorfosi e dell’esperienza del mondo che ne nasce. Due attrici, che sono insieme animatrici, danno vita e voce ai due protagonisti di carta, giocando sull’apparizione delle figure e delle forme nel tempo, sugli intrecci di esse con i loro corpi, sul movimento e sull’illusione del movimento, sulla sincronicità tra voci e tra voci e immagini. Le avventure del bambino danno origine così a un gioco simbolico che tocca aspetti centrali dell’immaginario infantile: la fantasia, l’invito, la minaccia, il sogno.

L’idea della reinvenzione scenica del libro pop up, la sfida di creare un cartone artigianale, una sorta di fossile di cartone animato nell’epoca del 3D, è l’occasione per una riflessione sull’animazione, sulla saturazione e l’invasività delle sue tecniche contemporanee, per intraprendere una direzione più evocativa e meno aggressiva che lasci più spazio all’immaginazione nell’era della dittatura digitale. Ed è, anche, l’occasione per fondere sperimentalmente manipolazione, teatro d’oggetti e suoni.

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