14 novembre 2015

Inaugurato il Cubo

 

Arte, modernariato, architettura, servizi professionali, fotografia, design, arti marziali. L’ex magazzino industriale di via Spezia 90, un tempo spazio vendita della Mazzoni Salotti, torna a vivere. La rinascita dell’edificio è iniziata tre anni fa, con l’apertura di Loppis Modernariato, Arte e curiosità di Eleonora e Cristian Deidda e poco dopo ha visto la nascita anche di Loppis Galleria. L’azzardo di un gruppo di giovani imprenditori parmigiani suona oggi come una sfida vinta, che prende il nome di Cubo, un contenitore con diverse sfaccettature, un collettore di professionalità diverse ma tutte afferenti allo svariegato mondo dell’arte.

“Quando siamo partiti non avremmo mai immaginato che saremmo arrivati sino a qui”, afferma Eleonora Deidda e continua: “La forza delle idee è più forte di qualunque congiuntura economica avversa, e Cubo ne è la prova”.

Tredici sono le realtà che nel tempo hanno deciso di prendere parte al progetto e tutte insieme hanno festeggiato l’inaugurazione ufficiale di Cubo: 5LAB, BeArt 2766, Clique rielaboratorio, EQ Projects, Studio Azzolini, Atelier 35 Architetti, Waxman Brother, Alessandro Andrei, Andrea Valenti, Studio Z, Impresa F.lli Cerri, Shin ki Tai – Tempio delle arti marziali e Spazio Entropia.

Due le mostre inaugurate per l’occasione all’interno. Al piano terra dello stabile, Loppis Galleria ospita “Come sopra, così sotto” una mostra di Elisa Bertaglia, Ludmila Kazinkina ed Agnese Skujina, visitabile sino al 9 gennaio. Il progetto, attraverso il confronto diretto di tre artiste provenienti da diverse culture, si propone di indagare gli strati profondi della pittura, dove la materia è memoria, l’esperienza personale eco di un vissuto collettivo, di un eterno fluire disseminato di forme simboliche e archetipe.

Some Other Orders è invece il titolo della mostra allestita al piano secondo, un tentativo alieno d’allontanamento dall’usuale, dalla consuetudine di Adriano Anninno, Enrico Azzolini, Cristiano Baricelli e Antonio Cavicchioni per scorgere connessioni e dettagli che ci sfuggono. La mostra è visitabile sino al 30 novembre.

Un bell’esempio di coraggio e propositività che viene da un settore troppo spesso sottovalutato nel nostro Paese, ma che rappresenta un concreto volano di rilancio: un misto di arte, passione e creatività.

di Francesca Costi