11 gennaio 2017

Perizia supplettiva per l’Ostello: il Comune stanzia altri 60mila euro

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Perizia supplettiva per l’Ostello: il Comune stanzia altri 60mila euro

Cittadella. L’importo complessivo di questo stralcio di lavori passa da 1,078 a 1,138 milioni di euro. Imprevisti determinano la necessità di una perizia e nuovi interventi


I lavori per la realizzazione dello “Spazio socio-culturale: la Cittadella dei Ragazzi: riqualificazione ex Ostello della Cittadella”, proseguono, ma il, Comune è dovuto intervenire in questi giorni con un’integrazione di 60mila euro a seguito di imprevisti emersi durante i lavori.

I soldi servono per coprire i costi di una nuova perizia e per finanziare lo svolgimento dei lavori. L’importo della perizia suppletiva di variante è complessivamente di 60mila euro: di cui 31.563,54 (+iva al 10%, per 3.156,35), per la perizia; 25.280,11 per i lavori.

“Rilevato che l’avvenuta completa liberazione dal terreno che le ricopriva delle vestigia dei muri storici e la loro successiva ripulitura ha consentito di prendere compiuta visione dell’effettiva consistenza di questi. Sono dunque balzate all’occhio anzitutto due circostanze assai rilevanti: l’irregolare andamento altimetrico della sommità di tali vestigia e la diversa tipologia delle murature per quanto riguarda la larghezza di queste.

In particolare, le parti consistenti delle murature storiche sono risultate, dopo la pulizia iniziale, abbassarsi in altezza da un’estremità all’altra del sedime dell’edificio ritrovato ben più di quanto non s’immaginasse. In aggiunta, le tipologie di muri sono risultate essere tre distinte per larghezza degli stessi: 45, 56 e 68 cm (al posto delle due originariamente immaginate).

I lavori in più sono consistono nel realizzare le sommità delle testate rifatte dei muretti ad un’unica quota orizzontale e nella ricostruzione le testate di un maggior numero di muri “larghi” rispetto a quanto inizialmente valutato.

Infine, la previsione del nuovo intervento ha comportato la messa a punto di una metodologia d’intervento e l’impiego di materiali che riscontrassero l’approvazione sia della Soprintendenza ai Beni Architettonici che di quella ai beni Archeologici. I maggiori quantitativi di materiale impiegato (per le maggiori variazioni d’altezza e di larghezza delle sommità) e l’uso di mattoni di recupero comportano una maggior spesa rispetto alle previsioni iniziali di contratto. Per contro, la consistenza delle caldane effettivamente ritrovate ha consentito di semplificare l’esecuzione del sistema drenante”.

 

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