19 maggio 2017

PARMA YOUNG. I Maringò, i falegnami dei papillon fatti di legno


Alex e Leonardo raccontano l’idea dei parquillon. Creati con i listelli di parquet, si può scegliere lo stile in base ai gusti, dall’ulivo al noce, dal wengee all’acero canadese


Durante la settimana sono un istruttore di scuola guida e un grafico, ma nel weekend si rimboccano le maniche e si trasformano in veri e propri artigiani: sono Alex Salvarani e Leonardo Benecchi, rispettivamente 29 e 27 anni, in arte Maringò.

Nati per gioco
“Maringon” in dialetto parmigiano significa falegname ed è proprio dal legno che i due ragazzi partono per realizzare i loro “parquillon”: papillon fatti di legno. Il tutto nasce per scherzo nel 2013, come spiegano i giovani: «Abbiamo regalato i primi parquillon ai nostri amici per Capodanno. Da lì è stata un’evoluzione». Hanno cominciato a lavorare in un garage con gli strumenti del nonno di Alex, che faceva il falegname. All’inizio non avevano nessuna esperienza, solo una grande passione per cravatte e papillon; con il tempo si sono specializzati e i loro prodotti sono diventati più curati. Oggi Alex si occupa della lavorazione del legno, mentre Leonardo cura la parte più creativa, il design e la grafica. Poi c’è la terza Maringò, tengono a sottolineare i due ragazzi: «Si chiama Rosa De Sanctis, è la zia di Leonardo e ci segue nella nostra avventura cucendo a mano la stoffa dei parquillon». Un aiuto gratuito e fondamentale, che dà un tocco in più a questi oggetti.

Come nasce un parquillon
«La particolarità è che i nostri parquillon sono realizzati con listelli di parquet», spiegano i ragazzi che illustrano le fasi di lavorazione: «Partiamo dal listello che viene piallato e assottigliato. Poi disegniamo a mano la forma del parquillon, lo ritagliamo e lo levighiamo. Alla fine gli diamo un prodotto naturale che esalta la venatura del legno». Il centro della loro attività è il legno ed è per questo che non utilizzano vernici che ne coprano il colore. I clienti possono però scegliere il tipo di legno che preferiscono: «C’è il Noce, che è il più classico; l’Ulivo che è profumato; il Wenge, un legno africano molto scuro; l’Acero Canadese che invece è chiarissimo; e il Padouk, un altro legno africano rosso fuoco». Oltre alla forma e all’essenza di legno i clienti possono anche scegliere tra un’ampia varietà di stoffe (disponibili sul loro sito), che i ragazzi comprano un po’ dove capita, anche durante i loro viaggi all’estero.

Un prodotto completamente artigianale
I Maringò non sono gli unici a produrre papillon di legno, ma ciò che li distingue è il fatto che i loro sono realizzati completamente a mano. «La differenza si vede, il nostro è un hobby e non ragioniamo in base ai costi: curiamo ogni pezzo in modo che sia perfetto». È anche per questo che i ragazzi non preparano parquillon in anticipo ma li fanno di volta in volta, a seconda delle richieste dei clienti: «Vogliamo che le persone che li acquistano si appassionino alla nostra attività, che ci continui a seguire, che magari ci mandino una foto con indosso il parquillon!». Quindi non un prodotto da vendere ma uno stile e una passione da trasmettere.

Un primo bilancio e i progetti per il futuro
Dai primi parquillon i Maringò di strada ne hanno fatta e ormai sono conosciuti. Una bella soddisfazione, raccontano Alex e Leonardo, tracciando un bilancio decisamente positivo dei loro primi 4 anni di attività: «Siamo molto soddisfatti: non ci aspettavamo che alla gente piacessero così tanto». Per il futuro l’idea è quella di provare a ideare altri accessori, ma su una cosa i due non hanno dubbi: «Rimarremo legati al legno e i parquillon resteranno i nostri prodotti principali». I ragazzi sfrutteranno questi mesi estivi per sperimentare, in modo da arrivare pronti a novembre, quando cominceranno a partecipare ai vari mercatini natalizi e non avranno più molto tempo per lavorare a nuove creazioni.

Il valore di creare con le proprie mani
Oggi siamo abituati a comprare tutto già fatto ma usare le proprie mani per creare un’oggetto resta qualcosa di magico: «Ti rendi conto di ciò che realizzi e in più vedi che alla gente piace quello che fai: è un’enorme soddisfazione». Ma quella dei Maringò è anche un’esperienza che lega profondamente i due ragazzi, tanto che si sono fatti addirittura tatuare un parquillon sull’avambraccio! E gli aspetti positivi di quest’attività non finiscono qui: «è una cosa che facciamo extra-lavoro e che ci permette di staccare un po’, sono momenti piacevoli. Quando entriamo nel laboratorio il profumo del legno ci fa tornare in mente tante belle sensazioni e ricordi».

Divertimento e nuove amicizie
Proprio per questo i Maringò non hanno dubbi: la loro attività rimarrà un hobby. Infatti, pur avendo ricevuto delle richieste da alcuni negozi della città, i ragazzi hanno deciso di non vendere i loro parquillon, non potendo garantire una continuità nella produzione e volendo continuare a creare i loro prodotti solo per il piacere di farlo. Un passatempo, quindi, che è soprattutto divertimento e passione, ma anche un’occasione per confrontarsi con tante persone diverse: «Ci piace il fatto di aver conosciuto moltissima gente grazie alla nostra attività e tanti ragazzi pieni di creatività e di idee: non ce lo aspettavamo e oggi, con alcuni di loro, siamo diventati amici».

Idee per Parma: comunicare e coinvolgere i giovani
Per quanto riguarda la nostra città i due ragazzi ritengono che si potrebbe migliorare tutto ciò che riguarda gli eventi e la comunicazione. Per Leonardo il problema sta nella promozione delle manifestazioni, soprattutto quelle di tipo artistico: «Si fa fatica a comunicare e a volte sembra quasi una cosa voluta: come se tu debba essere un po’ estroso per poter partecipare a determinati eventi». Invece la strategia dovrebbe essere quella di rivolgersi a tutti: «Una maggiore affluenza porterebbe un valore aggiunto alla città stessa». Alex è d’accordo e aggiunge: «Credo che per i giovani si debbano creare degli eventi accattivanti. I ragazzi si muovono se c’è divertimento e se altri coetanei partecipano». La sfida è quindi riuscire a coinvolgere tutti i ragazzi, coniugando arte e cultura da una parte e divertimento dall’altra.

 

Da / 6 mesi fa / Parmayoung /

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