13 febbraio 2018

Marco Paolini a Parma, biglietti esauriti

Marco Paolini a Parma, biglietti esauriti

Venerdì 16 febbraio l’autore-attore veneto, tra i maggiori del teatro italiano di oggi, porta in scena “Le avventure di Numero Primo” al Teatro al Parco con il contributo della Fondazione Pizzarotti


Venerdì 16 febbraio alle 21 Marco Paolini, tra i nomi di maggior spicco della scena italiana, porta in scena al Teatro al Parco di Parma “Le avventure di Numero Primo”, il suo nuovo spettacolo scritto a quattro mani con Gianfranco Bettin e prodotto da Jolefilm. I biglietti dello spettacolo, inserito grazie al contributo della Fondazione Pizzarotti nella rassegna del Teatro delle  Briciole “Serata al Parco – Proposte di teatro contemporaneo”, sono esauriti.

Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la fantascienza. Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa. «Le avventure di Numero Primo» è un esperimento di fantascienza narrata a teatro, è una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare. Numero Primo è il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia. Paolini e Bettin, coautori del lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento? E se a cambiare rapidamente non fossero solo le cose e gli scenari intorno a noi, ma noi stessi, un po’ per scelta e un po’ per necessità? E in tal caso verso quale direzione o destinazione?

Al narratore sulla scena tocca il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili. L’orizzonte temporale immaginato riguarda i prossimi 5000 giorni e solo pensando a quanto il mondo delle cose sia cambiato nei 5000 giorni appena trascorsi risulta quantomeno necessario guardare al futuro con il beneficio del dubbio rispetto a ciò che oggi è ancora inverosimile.

Noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont, Marco Paolini si è distinto quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile come “I-TIGI racconto per Ustica” e “Parlamento chimico” e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia sviluppata con il ciclo dei “Bestiari”. Appassionato di mappe, di treni e di viaggio, ha tracciato i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, al suo mutarsi e alla storia, come nel “Milione”.

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