11 settembre 2018

Magnani Rocca: “Nessun licenziamento”. La replica alla Cisl

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Magnani Rocca: “Nessun licenziamento”. La replica alla Cisl

“Il personale non ha inteso rispettare le condizioni contrattuali, retributive e contributive”


“Nessun licenziamento e nessuno messo alla porta ma soltanto il rifiuto di questi lavoratori a proseguire il rapporto alle convenute condizioni economiche e contrattuali. Piuttosto un’irriconoscente uscita, dunque, sbattendo la porta, con i consueti metodi, affidati inoltre alla polemica di una distorta informazione”.

Così la Fondazione Magnani Rocca replica alle accuse mosse dal sindacato Cisl, che aveva comunicato che il Cda aveva “messo alla porta dieci operatrici dopo otto anni di servizio, per essersi spinte a chiedere un trattamento economico che riconoscesse loro professionalità (inquadrate come fattorini/uscieri)”.

La Fondazione ha dunque comunicato che “l’inoppugnabile decisione di organizzare diversamente il servizio di assistenza nelle sale per le prossime mostre temporanee è dipesa innanzitutto da valutazioni economiche finanziarie, in considerazione del minacciato rischio, paventato in sede sindacale, delle inaccettabili rivendicazioni economiche e contrattuali di detto personale che non ha inteso rispettare le condizioni contrattuali, retributive e contributive, versate in legittimi accordi sindacali, rapportate al ridotto numero di ore lavorative, nonché alla stagionalità dell’attività cui le prestazioni si riferiscono”.

 

 

Un Commento

  • Fisascat Cisl Parma Piacenza12. Set, 2018

    Eravamo convinti che in questa stagione alla Fondazione Magnani Rocca si parlasse di Pop Art, e invece la Fondazione ci offre con la sua ultima dichiarazione di oggi un saggio di Surrealismo.

    La replica della Fondazione Magnani Rocca – in questi giorni nell’occhio del ciclone per aver messo alla porta dieci lavoratrici con pluriennale esperienza nei beni culturali, colpevoli di aver chiesto una messa in regola del contratto che le inquadrava come uscieri e vigilanti – arriva dopo quattro giorni e ha i piedi d’argilla.

    Come prima smentita alle affermazioni della Fondazione Magnani Rocca, evidenziamo che allo scadere dell’ultimo rapporto di lavoro, terminato il 1° luglio, tutto il personale coinvolto nella vicenda ha inviato tramite PEC la rivendicazione formale del diritto di precedenza, quel diritto previsto dalla legge e richiamato nello stesso contratto d’assunzione che consente ai “lavoratori stagionali” di assicurarsi un’altra stagione di lavoro presso lo stesso datore,quale esplicita intenzione a rinnovare la propria disponibilità a riprendere le attività in museo a partire da settembre.
    • In risposta alla richiesta di veder riconosciuta la continuità lavorativa, la Fondazione ha inviato ad agosto una raccomandata che dichiarava nullo tale diritto, di fatto “mettendo alla porta” le collaboratrici, sostituendolo con altro personale di cooperativa.

    Nella raccomandata si legge che “stante le differenti opzioni effettuate dalla Fondazione Magnani Rocca, il preteso esercizio del diritto di precedenza da Lei comunicato è da ritenersi privo di ogni effetto, non ricorrendo la fattispecie al quale il medesimo diritto sarebbe correlato”

    Inoltre, è doveroso ribadire che da parte della Fondazione non è mai stata espressa alcuna disponibilità al dialogo, e mai è stato offerto al personale la possibilità di proseguire la collaborazione, seppur con la società a cui è stato affidato il servizio: le decisioni della Fondazione sono sempre state prese in modo unilaterale e imposte alle lavoratrici.

    Il personale pur avanzando richiesta di adeguamento economico secondo il CCNL di riferimento ha sempre sopportato le condizioni economiche e contrattuali del 6° livello del CCNL della vigilanza, per paura che da una giusta e opportuna rivendicazione si arrivasse alla risoluzione da parte della Fondazione di qualsiasi collaborazione, come di fatto è avvenuto dopo 8 anni di rassegnazione.

    Inoltre non avremmo voluto far cenno ad accordi sindacali precedenti che la Fondazione stessa – nominandoli in una nota pubblica – ci costringe ora a considerare; quegli accordi erano stati sottoscritti da un sindacato che non rappresentava nessun lavoratore: nessuna delle lavoratrici aveva infatti mai sottoscritto alcuna delega a quella sigla, ma nonostante ciò, senza alcuna previa consultazione con le addette e senza alcun mandato, il dirigente sindacale ha siglato un accordo che avallava l’applicazione di un contratto collettivo che nulla attiene all’attività svolta e soprattutto che penalizza le condizioni economiche del personale.

    Infine, ciò che tristemente emerge dalla nota della Fondazione e che esprime più di quanto abbiamo saputo trasmettere noi, è l’assenza di qualunque volontà conciliativa finalizzata a trovare, insieme, un punto d’incontro che tenesse conto delle rispettive esigenze, ma al contrario, parrebbe che la responsabilità sia delle stesse che non hanno voluto accettare condizioni di lavoro mai convenute, ma imposte.

    Dalle numerose manifestazioni di solidarietà che sono arrivate su vari social e community verso le operatrici museali, da parte di prestigiosi musei nazionali e fondazioni oltre che da lavoratori impegnati quotidianamente nelle attività svolte all’interno di luoghi di cultura, viene affermato con forza l’urgenza di intervenire in un settore professionale, quello del turismo, che rappresenta un’attrattiva che rende l’Italia unica al mondo.

    La vicenda della Fondazione Magnani Rocca, che ad una prima valutazione sembrerebbe avere i caratteri di una vertenza locale, in realtà ci costringe, a volgere lo sguardo ad un fenomeno che non trova regolamentazione organica all’interno di un contratto nazionale specifico, rilegando la professione ad un’appendice di altro contratto, con l’applicazione di un trattamento economico, che nella maggior parte dei casi, rappresenta un’opportunità di risparmio ai danni del personale occupato.

    Come FISASCAT CISL di Parma e Piacenza, proveremo a coinvolgere prima di tutto il contesto della cultura, quel luogo che prepara giovani diplomati al mondo del lavoro attraverso l’acquisizione di una laurea a vocazione artistica.

    Non possiamo come sindacato, permetterci di restare inermi e distaccati spettatori, in un paese come l’Italia, che occupa più di 3 milioni di addetti nel settore del turismo, di fronte all’affiorare di testimonianze di personale qualificato ma svilito nella professione, penalizzato nel reddito e precario a vita”.

    FISASCAT CISL Parma Piacenza

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