20 giugno 2016

L’Università un investimento? Parma la più conveniente

L’Università un investimento? Parma la più conveniente

Secondo i dati riportati dalla ricerca dell’Osservatorio Job Pricing, risulta che in Emilia Romagna i laureati dell’Ateneo di Parma impiegano meno tempo a ripagare quanto speso durante il percorso di studi, circa 13 anni e 4 mesi, piazzandosi al 5° posto a livello nazionale


In un periodo dell’anno come il mese di giugno, quando le scuole finiscono, gli esami di maturità incombono e le Università di preparano alle immatricolazioni per il nuovo anno, si apre anche il tempo dei bilanci e delle scelte.
Studiare all’Università non è solo una scelta dettata dalla voglia o meno di proseguire un percorso di studi, ma diventa anche una scelta basata su quanto la famiglia dello studente in questione ha la possibilità di investire. Un investimento che ammonta a migliaia di euro. Secondo un fotografia che somma, i costi sostenuti durante il percorso di studi, legata anche alla mancanza di entrate per almeno 5 anni da parte dello studente, fatta dai ricercatori dell’Osservatorio Job Pricing attraverso il calcolo dell’indice UPI (University Payback Index),  queste spese sono ripagate dal laureato dopo almeno 13 anni se non in alcuni casi 17.
L’Emilia Romagna è la regione in cui gli studenti impiegano meno tempo per ripagare di quanto spendono durante gli studi e l’Università di Parma è in testa con 13 anni e 4 mesi, il tempo che risulta essere necessario per riportare in pari il saldo tra le spese di tasse, materiale didattico e mancati introiti. Un anno in più (14 anni e 3 mesi) invece impiegano gli ex studenti fuori sede. Nella graduatoria nazionale degli Atenei che ripagano prima della laurea, Parma si posiziona quinta, dietro i tre posti occupati da Milano, con al terzo posto  la Cattolica, al secondo la Bocconi mentre al primo posto il Politecnico. Si piazza al 14° posto l’Università di Modena e Reggio Emilia in cui gli studenti raggiungono il saldo in positivo solo dopo 14 anni e 4 mesi. Ancora più indietro Ferrara e Bologna son 15 anni e 3 mesi entrambe al 25°posto.
Numeri che, nell’University report 2016,  prendono in considerazione anche la media annuale dello stipendio dei laureati, una volta inseriti nel mondo del lavoro. Anche in questa “classifica” Parma si piazza al 5° posto con uno stipendio medio di 30.636 euro per i laureati tra i 25 e i 35 anni, con un valore del 3,6% in più rispetto alla media nazionale. Unimore è al 20° posto con una retribuzione media annua di 29.809 euro,  le Due Torri con il 23° posto e 29.542 € e Ferrara con 29.488 €, con una media che sta di poco al di sotto di quella nazionale.
Altri dati affermano che la retribuzione ai neolaureati sono basse nei primi anni di lavoro, per poi aumentare quando il titolo di studio inizia a fare la differenza. Ad ottenere il beneficio maggiore di aumento dello stipendio raggiunta la fascia dai 45 ai 54 anni, sono i laureati di Unimore con uno stipendio che cresce del 78% in più rispetto ai primi anni, piazzandolo primo in Emilia e ottavo in Italia nella graduatoria sull’andamento della retribuzione.

Ma questi dati non bastano ancora ad incoraggiare i giovani ad iscriversi all’università. Secondo un elenco presentato dal professore Domenico De Masi, docente emerito di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma, la percentuale di giovani tra i 19 e i 29 anni degli altri Paesi iscritti all’Università sono il 98% in Corea del Sud, 94% negli Stati Uniti, l’85% in Spagna e solo il 36% in Italia. Per questo i vari atenei provano ad aumentare le immatricolazioni con riduzione di tasse e incentivi per gli studenti meritevoli. Anche in questo caso l’Emilia Romagna, dove l’ultimo provvedimento al riguardo è stato adottato da Parma che ha portato da 18000 a 23000 euro la no tax area, che permette di pagare solo la tassa regionale e il bollo pari a 157 €, ha adottato misure anche legate al merito. Infatti le matricoli diplomate con un voto non inferire a 100 e i laureati con voto non inferiore a 110 godono di una riduzione di 500€, mentre la riduzione si abbassa a 200€ per  chi si laurea con 108 o 109.  L’Emilia Romagna è poi una delle poche regioni che che permette di avere la borsa di studio a tutti gli aventi diritto con sistemi di pagamento particolareggiato  che cambia a seconda del corso di laurea e la fascia di reddito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *

*Svolgi l'operazione * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.