20 gennaio 2016

L'”espulsioncina” di Nuzzo sarà un boomerang?

L'”espulsioncina” di Nuzzo sarà un boomerang?

“Nuzzo ci ha creato un danno d’immagine”. Il paragone sbagliato con Livorno: i tre consiglieri furono espulsi da Grillo, non dalla maggioranza locale


Affida a Fb le riflessioni che hanno portato alla cacciata di Nuzzo, Federico Pizzarotti e tra le argomentazioni emerge anche un pragmatico “danno all’immagine del Movimento”. Cita poi Livorno, ma l’esempio non è per nulla appropriato. I tre consiglieri comunali di Livorno, infatti,  sono stati prima sospesi e poi espulsi da Beppe Grillo, mentre a Parma è stato Pizzarotti a procedere in proprio, creando la situazione paradossale di avere esponenti del Movimento sia nella maggioranza che all’opposizione. E adesso chiede di avallare la propria scelta, presa in autonomia e modificando il regolamento, ai vertici nazionali per rimediare ad un pasticcio commissionato a Bosi e compagni e che rischia di far cadere nel ridicolo il consiglio comunale con Mauro Nuzzo seduto tra i banchi dell’opposizione, senza volerci stare.

Insomma l’espulsione rischia di tramutarsi in un’espulsioncina dalla partitella, ormai terminata, nel cortile del Comune di Parma, mentre il consigliere Nuzzo potrebbe continuare a militare tranquillamente a pieno titolo nella squadra del Movimento pentastellato. Inoltre il silenzio di Grillo sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’isolamento del primo cittadino rispetto ai vertici e la sconvenienza di giocare con marchi e simboli che il proprietario ha detto, da tempo, che per ora avrebbe lasciato a Parma, ma si era raccomandato di non toccare più. E viene da chiedersi se la cacciata di Nuzzo poteva essere evitata ad un anno dalla fine del mandato, anche perché già una volta il capo era stato chiaro, rispedendo al mittente l’espulsione decretata dai 40 militanti parmigiani. IL danno d’immagine non è ben individuabile, mentre si coglie di più quello di una scelta che i cittadini di Parma possono far fatica a capire: soprattutto se Grillo terrà duro nella linea dell’indifferenza.

Questo comunque l’intervento di Pizzarotti sul suo social: “Quello che chiedo ai vertici del M5S, a partire dal direttorio, è una presa di posizione. A Livorno tre consiglieri sono stati espulsi per un solo voto contrario ai colleghi del gruppo. Questo consigliere, come detto, lo ha fatto per il 75% delle volte. Prendere provvedimenti ritengo sia un atto dovuto nei confronti di tutti i cittadini che hanno votato per il M5S e dei colleghi consiglieri di maggioranza. Uno dei principi alla base del M5S è che la maggioranza decide. Ecco, noi abbiamo sempre deciso insieme nella riunione di maggioranza, alla quale il consigliere non si presenta più da oltre 2 anni.

Il consigliere espulso si è fatto sostenere da un “meetup”, composto da pochi fuoriusciti dal gruppo storico di Parma e i cui obiettivi non sono mai stati chiari, che sta utilizzando il logo del Movimento senza averne titolo, creando un notevole danno di immagine.

Serve chiarezza! Non possono esistere in uno stesso Consiglio Comunale 2 gruppi diversi del nostro Movimento, i cittadini giustamente non capirebbero. Chiedo quindi al direttorio e ai garanti una risposta in merito, come ho fatto anche privatamente. Non dobbiamo lasciare dubbi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *

*Svolgi l'operazione *
Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.