27 aprile 2015

Scoppia la movida


Dopo i primi provvedimenti, nati come tampone all’emergenza della movida, tutto sembra abbandonato a se stesso


Maggio 2012: il giovane Sindaco Pizzarotti, ancora incredulo dopo la vittoria delle elezioni, deve formare la giunta e il futuro Assessore al commercio si ritrova in trincea, prima ancora della sua nomina: «Non appena avremo individuato il nuovo assessore al commercio, lui si occuperà di risolvere il problema movida», afferma il Sindaco Pizzarotti.

Ma facciamo un passo indietro. La movida (dopo Via Farini) arriva in Via D’Azeglio 15 anni fa, grazie a un’idea dell’allora gestore della pizzeria Gattopardo, Salvatore. Il venerdì è una serata autogestita e autofinanziata da alcuni locali e bar, un ritrovo di giovani e meno giovani in una strada, sul modello di quello che stava succedendo all’estero e in altre città d’Italia. Dal 2008 al 2012 le serate da maggio a settembre sono sempre più piene, sempre più chiassose e alcoliche, l’Amministrazione del Sindaco Vignali asseconda questo fenomeno, promuovendo e istituendo una manifestazione organizzata: il mercoledì e il venerdì si chiudono le strade, i locali fanno musica e vengono addirittura presentati tre o quattro concerti dal vivo lungo la via. La movida raggiunge il suo apice, migliaia di ragazzi si riversano ogni sera in strada, i locali continuano ad aumentare con nuove aperture. Il Commissario la movida la dribbla abilmente, è fortunato perché prende possesso della città nel settembre del 2011 e la lascia nel maggio del 2012.

L’assessore Casa invece, instancabile, inizia una serie di incontri con i gestori dei locali, le associazioni di categoria, i residenti. Ore e ore di tavoli che diventano una lotta contro il tempo, perché intanto le strade della città continuano a gonfiarsi. Ma in breve tempo ogni mediazione fallisce e a luglio 2012, si decide di seguire una linea più dura. Pizzarotti ad agosto, commentando l’ordinanza di divieto di vendita di alcolici per asporto dalle 21 alle 7, parla della movida come di un fenomeno che porta degrado urbano, civile e morale. In quella stessa conferenza stampa, l’Assessore Casa dichiarava di aver più volte incontrato residenti, pubblici esercizi, associazioni di categoria e gruppi di cittadini che frequentavano la movida e che continuerà a farlo per arrivare alla costituzione di un regolamento condiviso. Ma durante l’autunno e l’inverno non si farà più nulla e il problema movida puntualmente sembra andare in letargo, per riaffiorare poi con lo sbocciare della primavera. Quella prima ordinanza, in vigore dal 24 luglio al 30 settembre 2012 che avrebbe dovuto avere le sembianze di un “tampone” all’urgenza movida e che avrebbe dovuto essere seguita dalla rivitalizzazione del centro storico e dal decentramento dell’intrattenimento notturno, non ha scosso alcunché.

Quindi oggi? Oggi regna una gran confusione sotto il cielo dell’Oltretorrente. Per i residenti l’Amministrazione li ha traditi e non è stata capace di mantenere le promesse, gli esercenti dei locali dicono che«era meglio quando era peggio, almeno prima era regolamentata e quindi c’era più controllo», i ragazzi che la frequentano affermano addirittura che la movida sia finita, il Comitato invece aggiunge che «c’è ogni sera, tranne la domenica», mentre le associazioni di categoria lamentano di non aver più ricevuto alcuna convocazione. E Casa? A noi sottovoce ha detto: «Abbiamo problemi più gravi della Movida». Ma attenzione, la Movida sta tornando.

 

Da / 2 anni fa / Videoinchieste /

Un Commento

  • Gabriela12. Giu, 2015

    Casa non vuole proprio spostare la movida, anzi , in zona d’Azeglio continua a rilasciare licenze per il commercio di alcolici. Negli ultimi 2 anni l’amministrazione Pizzarotti ha permesso che nella stessa zona venissero rilasciate più di una ventina di licenze di attività artigianali e commerciali di tipo alimentare che, a parer di tutti, non fanno che alimentare il fenomeno Movida.
    Se l’amministrazione ritiene che la movida sia un’opportunità da mantenere in un centro residenziale, il minimo che possa fare è risarcire tutti i cittadini residenti del valore delle proprie abitazioni in modo tale che questi signori possano andare ad abitare in altre zone della città, così finalmente potranno anche loro godere del vitale e primario diritto alla salute. Ricordo che l’inquinamento acustico di 80 decibel, a cui sono sottoposti è insopportabil ed è causa di gravi patologie. La zonizazione di strada d’Azeglio prevede come limiti massimi 55 decibel limiti che l’Europa ha già contestato perché già 40 decibel sono ritenuti dannosi.
    Ricordo anche che il primario dovere di un sindaco è la tutela della salute dei sui cittadini.

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