13 febbraio 2017

Il film “Italiani veri”, al Convitto Maria Luigia

Il film “Italiani veri”, al Convitto Maria Luigia

Agli anni 80 risalgono anche le prime esibizioni dal vivo dei cantanti italiani in Unione Sovietica. Un film racconta quell’esperienza


Frequentando la Russia ci si rende conto di quanto grande sia la conoscenza e la simpatia che la musica leggera italiana incontra in quel paese e dell’intensità dei sentimenti che questa provoca tra persone dei più diversi strati sociali e delle più diverse generazioni.

La narrazione parte dall’inizio degli anni 60, quando la voce di Robertino, il bambino prodigio, che all’epoca aveva dodici anni, entra in Unione Sovietica e si diffonde fino a fargli vendere più di 50 milioni di dischi.

La sua popolarità è talmente grande che Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta, chiede di poter ascoltare le sue canzoni a bordo della navicella spaziale, mentre in occasione di un incontro di calcio a Mosca tra le nazionali di URSS e Italia, gli altoparlanti dello stadio diffondono, prima dell’esecuzione degli inni nazionali, una canzone di Robertino.

Negli anni 80 la televisione sovietica inizia a trasmettere ogni anno la serata finale del festival di Sanremo, vera e propria finestra sul “libero” Occidente e le canzoni italiane di musica leggera possono essere ascoltate senza censure, a differenza di quanto avveniva con i maggiori gruppi rock inglesi e americani.

Questo fa sì che la fama dei cantanti italiani più rappresentativi (Toto Cutugno, Adriano Celentano, Al Bano e Romina Power, Pupo, Ricchi e Poveri, Riccardo Fogli, per citarne solo alcuni) si propaghi massicciamente in ogni angolo di un paese sconfinato.

Agli anni 80 risalgono anche le prime esibizioni dal vivo dei cantanti italiani in Unione Sovietica, davanti a stadi e palazzetti esauriti. Oggi, a più di vent’anni dal crollo dell’Unione Sovietica, la loro popolarità resiste, grazie anche a una nuova veste, a un nuovo modo di proporsi: il duetto con artiste e artisti russi.

Il film ripercorre le tappe di questo successo, cerca di spiegarne il motivo e ne trova le radici nell’immenso favore che la cultura italiana gode tra la popolazione russa, che risale a ben prima della comparsa della musica leggera: basti pensare, come esempio, a quanti pittori e scrittori russi raccontarono l’Italia nell’Ottocento o alla diffusione che ebbero in Unione Sovietica i film del Neorealismo italiano.

Italiani veri si sviluppa attraverso interviste ai maggiori protagonisti di questo successo (Robertino, Al Bano, Pupo, Toto Cutugno), a cantanti russi e russe che hanno collaborato con loro (Tat’jana Bulanova, Svetlana Svetikova, Diana Gurtskaja), a esponenti della scena underground pietroburghese (Oleg Garkusha degli Auktsyon, Nikolaj Gusev degli Strannye Igry), a critici musicali, giornalisti, professori universitari e a semplici appassionati di musica italiana.

Mercoledì 15 febbraio alle h.18, in sala Bertoja, in occasione degli aperitivi culturali offerti alla cittadinanza, il Convitto Maria Luigia di Parma propone la visione di Italiani veri, un documentario che, tra ironia e affetto, mostra lo straordinario successo della canzone italiana in Russia e negli altri paesi dell’ex URSS negli ultimi 50 anni. Sarà presente il regista, Marco Raffaini, custode di museo, professore di lingua e traduzione russa all’Università di Parma, traduttore dal russo (i romanzi Manuale di disegno di Maksim Kantor per Feltrinelli e Maksim e Fjodor di Vladimir Shinkarjov per Einaudi, oltre a diversi racconti) e scrittore (il romanzo Storia della Russia e dell’Italia, insieme a Paolo Nori, per Fernandel). Raffaini incontrerà il pubblico con cui condividerà l’aperitivo/cena offerto dal convitto al termine della proiezione.

I posti sono limitati. Vogliate gentilmente prenotare a fradosi@libero.it, indicando il vostro cognome e il numero di partecipanti oppure, nel caso abbiate già riservato uno o più posti ma siate impossibilitati a venire, far pervenire la vostra disdetta in modo da permettere ad altri di partecipare.

 

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