8 giugno 2018

Inceneritore, confermati gli sforamenti sia nel 2016 che nel 2017

Inceneritore, confermati gli sforamenti sia nel 2016 che nel 2017

L’impianto, in deroga rispetto alla quantità prevista, ha bruciato 40mila tonnellate di rifiuti in più. Il Comune di Parma incassa circa 1 milione di euro come ristoro economico per la ricaduta ambientale


Il Comune di Parma vuole precisare che fin dall’autorizzazione di avvio dell’impianto la normativa di regolamentazione ha previsto che i comuni dell’area di ricaduta del fallout beneficiassero di un ristoro economico commisurato al quantitativo di rifiuti inceneriti. Nonostante l’accordo Regione Emilia Romagna-Iren (D.G.R. 80 del 29/1/2016) che confermava un limite di rifiuti a 130 mila tonnellata annue, negli anni 2016 e 2017 la Regione ed Arpae hanno derogato per l’impianto di Parma alle circa 150 mila annue.

La Multiutily Iren deve riconoscere ai sensi delle direttive dell’attuale agenzia ATERSIR, competente in materia di rifiuti, ai comuni dell’area di ricaduta (Parma, Mezzani, Sorbolo, Colorno e Torrile) una quota per ogni tonnellata di rifiuto incenerita. I fondi vengono utilizzati per opere di mitigazione (nel segno di azioni per il miglioramento dell’ambiente e della mobilità sostenibile) e rendicontati costantemente ad Atersir. Per il Comune di Parma la quota di spettanza si è aggirata (sia nel 2016 che nel 2017) intorno al milione di euro.

 

 

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