7 novembre 2018

Decreto Salvini sì o no? Parma si divide

Da / 2 settimane fa / Il fatto / Nessun commento
Decreto Salvini sì o no? Parma si divide

Sabato 10 novembre manifestazione di protesta in Piazza Garibaldi


 Decreto Sicurezza sì o no? I cittadini si dividono. Se gli esponenti del Carroccio sostengono appieno il ministro dell’Intero, i migranti che vivono a Parma si oppongono, sostenuti anche da diversi cittadini italiani.“Il Decreto Salvini sospenderà le domande d‘asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado, cancellerà i permessi di rifugiato a chi commette reati come stupro, spaccio di droga, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, furto aggravato, rapina e revocherà la protezione alle migliaia di “profughi che ogni anno vanno a fare le vacanze nel paese da cui dicono di essere scappati” – commenta il senatore parmigiano della Lega Maurizio Campari.

Puntando il dito contro il precedente Governo, Campari continua: “Chi ha gestito l’immigrazione e l’Ordine pubblico prima di noi ha permesso che interi quartieri delle nostre città fossero abbandonati al degrado e allo spaccio: frontiere inesistenti, continui sbarchi di clandestini”.

Pensiero totalmente opposto è espresso, invece, dall’associazione Ciac onlus, che invita la cittadinanza a scendere in piazza contro il Decreto Salvini.

La manifestazione si terrà sabato 10 novembre, a partire dalle 15. A far da carro trainante sono le parole dell’Assemblea degli uomini e delle donne migranti di Parma.

“Non siamo venuti in Italia per dormire, per giocare o per delinquere, ma per lavorare e avere una vita migliore, altrimenti saremmo rimasti nel nostro paese.

Abbiamo paura di finire nei centri di rimpatrio, ma non siamo noi a scegliere di essere irregolari o come si dice spesso clandestini; è lo stato che sceglie per noi.

Vogliamo riprenderci i diritti che ci stanno togliendo, tra cui quello di accrescere la cultura di un popolo. Non vogliamo che questo decreto sia approvato, vogliamo il lavoro solo se legale. Non vogliamo essere sfruttati, abbiamo tutti diritto alla casa. Non chiediamo privilegi ma diritti”.

 

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