11 marzo 2018

Presentato in conferenza stampa “Girotondo Kabarett” di Fondazione Teatro Due

Presentato in conferenza stampa “Girotondo Kabarett” di Fondazione Teatro Due

“Girotondo Kabarett”: sensualità, ironia e musica nella nuova produzione Fondazione Teatro Due


L’ottava nuova produzione di Fondazione Teatro Due per la stagione 2017-2018 attingerà alle atmosfere “d’antan” e un po’ libertine della vecchia Europa negli anni ’20 e ’30 per ricostruire nello spazio scenico del teatro un vero e proprio kabarett mitteleuropeo, ironico e seducente, dove il pubblico sarà direttamente coinvolto,nonché sua parte integrante.

Debutterà, infatti, in prima nazionale il 22 marzo (a partire dalle ore 20.00), con repliche fino al 29 marzo, “Girotondo Kabarett”, una insolita versione musicale-teatrale del sensuale “Girotondo” di Arthur Schnitzler, composizione drammaturgica in dieci quadri in cui personaggi di diversa età ed estrazione sociale si incontrano e, coppia dopo coppia, intrecciando Eros e Thanatos, danno vita a un vorticoso ed arguto gioco erotico-amoroso. Di questo nuovo lavoro, che vede la regia di Walter Le Moli, si è parlato in conferenza stampa sabato 10 marzo negli spazi di Viale Basetti, in un clima informale e rilassato, accompagnato dalla proiezione di filmati originali dei protagonisti dell’epoca (da Marlene Dietrich, a Valeska Gert, a Erwin Shulhoff) e seguito da un conviviale aperitivo.

“Questo “Girotondo Kabarett” è inteso come un momento di divertimento in senso alto. Teatro Due è un luogo aperto in cui far circolare idee creative e stimoli importanti, e anche proposte di teatro più divertenti e leggere. In questo caso specifico, il pubblico sarà libero di partecipare con una fruizione che potrà essere anche non continuativa” ha esordito il Direttore Paola Donati, sottolineando come la particolarità della ricostruzione scenica risponda a una precisa prospettiva di sguardo sul testo. Una visione poi chiarita dallo stesso Le Moli, il quale ha spiegato come il disegno del suo “Girotondo Kabarett” non si allontani da quel percorso di ricerca su “il mondo di ieri”, per dirla alla Stefan Zweig, già avviato con “Gioventù senza Dio” e “Fiabe del Bosco Viennese”: “vogliamo rappresentare il linguaggio di Schnitzler, la sua carica erotica ma anche, a suo modo, sociale. Negli anni della Repubblica di Weimar, quando fu per la prima volta inscenato “Girotondo”, scritto alla fine del diciannovesimo secolo ma censurato fino al 1920, la volontà di ritrovare , dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale, una maggiore spensieratezza e una libertà, anche sessuale, era molto forte. Ambientadolo in un kabarett viennese, il Girotondo prende un nuovo slancio, senza l’ambizione di portare un messaggio preciso”.

Tanti gli artisti impegnati in questa produzione che si preannuncia come raffinata, ma al tempo stesso travolgente, per l’ironia e la giocosità con cui intende ricevere gli spettatori, che durante lo spettacolo avranno anche la possibilità di cenare o più semplicemente sorseggiare un drink, esattamente come in un kabarett degli anni ruggenti. Ben 23 sono, infatti, gli artisti chiamati, tra attori, cantanti e musicisti (accanto all’Ensemble storico, sarà presente una soprano e una “kleine” orchestra formata da 5 elementi che eseguiranno dal vivo musiche e composizioni celebri curate da Alessandro Nidi), ad invadere uno spazio allestito per “negare le modalità proprie del teatro wagneriano” ha aggiunto Le Moli “nella volontà di recuperare tecniche performative, anche affini al varietà del secolo scorso, ormai perdute. Basta con la drammaturgia delle macerie. Mi interessava cercare un’altra strada di restituzione teatrale per riuscire a trasmettere al pubblico dell’oggi le suggestioni di quel passato storico. Per farlo mi sono affidato ad attori straordinari capaci di controllare uno spazio scenico concepito in assoluta libertà, senza confini, a stretto contatto con il pubblico”. Ed è stato proprio l’attore Massimiliano Sbarsi, uno degli interpreti, a commentare l’intervento di Le Moli: “con Walter sono stato abituato a lavorare sempre in spazi vuoti, definiti; qui, invece, lo spazio è pieno. E’, davvero, un lavoro coraggioso, speciale, oltre che molto divertente sia da interpretare che da vivere”.

Gli spettatori sono dunque invitati a partecipare e ad indossare, per l’occasione, l’abito scuro “After Five”, così da calarsi perfettamente in un’atmosfera elegante, d’altri tempi, eppure ancora estremante seduttiva e avvolgente, tra dialoghi di grande vitalità e numeri musicali ammalianti e finemente provocatori. Un gioco teatrale dove il pubblico sarà il solo, vero, protagonista.

(Per info e prenotazioni sulla serata e la cena, tel. 0521-230242, e per maggiori approfondimenti sull’opera di Schnitzler è previsto un doppio incontro aperto al pubblico nel consueto ciclo “Mappe”, a cura di Francesco Bianchi, martedì 13 e mercoledì 14 dalle 19.45)

 

 

(a cura di Francesca Ferrari per www.teatropoli.it)

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