26 aprile 2015

Comune di Parma: c’è un problema sindacale

Comune di Parma: c’è un problema sindacale
Comune di Parma: c’è un problema sindacale

Le organizzazioni sindacali inviano una lettera al sindaco lamentando il decadimento delle relazioni sindacali



C’è un problema sindacale all’interno del Comune di Parma. A renderlo noto sono le tre sigle sindacali maggiori, la CGIL, la CISL e la UIL, in una lettera pubblica datata 14 aprile 2015.

Non si tratta di una mera presa di posizione all’interno di una trattativa, ma di una vera e propria denuncia del venir meno di accordi sottoscritti solo pochi mesi fa. Sembra un deja vu.

I fatti/1. Il 31 gennaio 2014 l’Amministrazione Pizzarotti firma un protocollo con i sindacati ai quali riconosce il ruolo di “soggetti rappresentativi di interessi diffusi in città”, con il fine di “favorire una forte cultura partecipativa tesa a rafforzare un sistema di relazioni e di negoziazione per lo sviluppo sociale, economico e culturale della città e del suo territorio”. Per questo fu istituito un Tavolo Concertativo e non si trattava, attenzione, di un grande balzo in avanti, quanto semplicemente dell’applicazione di quanto suggerito dall’Anci a partire dal 2012.

I fatti/2. Il Tavolo dopo i primi incontri istitutivi è purtroppo rimasto a far bella mostra di sé pulito e inutilizzato: ben poco è servito alle parti sociali per partecipare al percorso più importante di un’amministrazione locale, quello del bilancio. Ciò che viene denunciato nella lettera è infatti la mancata convocazione del Tavolo dallo scorso ottobre!

E’ accaduto quindi che le sigle sindacali sono rimaste formalmente escluse dal confronto su tutti i grandi temi all’ordine del giorno in questi ultimi mesi per la Giunta Pizzarotti, dal bilancio, alle decisioni sulle partecipate, alla ristrutturazione dei servizi. Non hanno seguito la genesi decisionale generata dal taglio dei fondi governativi e a sentir i sindacati, è mancato ogni riscontro su proposte “finalizzate all’apertura del confronto sulle problematiche che attengono alla situazione complessiva dei livelli di servizio resi alla cittadinanza e alla loro adeguata programmazione”.

Insomma, se è vero che chi deve governare ha il dovere delle scelte e la responsabilità di queste, è anche vero che blandire concetti come trasparenza e partecipazione e tenerli buoni solo per qualche proclama o conferenza stampa e poi abbandonarli dopo poco, sa tanto di vecchio sistema, di quella vecchia forma di governo di cui si voleva far piazza pulita. Forse un Tavolo Concertato, di questi tempi, non è liscio come un tavolo di biliardo, ma accidentato e pieno di ostacoli, ma è anche vero dal confronto aperto possono emergere le criticità e possono essere introdotti correttivi alle misure che si intendono applicare, se c’è la forza di un progetto e di una scelta. Se c’è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *

*Svolgi l'operazione * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.