13 aprile 2018

CNA: Cispadana, servono tempi certi di realizzazione

CNA: Cispadana, servono tempi certi di realizzazione

Un progetto strategico utile per tutta la comunità, il completamento di un altro asse strategico, quello della Tirreno-Brennero


 

Un percorso lungo 32 anni. La storia della “Cispadana” inizia infatti nel 1986, quando la Regione Emilia-Romagna in sede di pianificazione regionale (PRIT 1986) elabora un progetto preliminare sul corridoio stradale Cispadano. Da lì un iter progettuale e burocratico che si è trascinato fino ai nostri giorni e che pareva essere arrivato al termine con la pubblicazione, lo scorso 25 luglio, del Decreto di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente a cui è seguita, il 9 settembre, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’estratto del provvedimento relativo al progetto di realizzazione dell’Autostrada Regionale Cispadana dal casello di Reggiolo-Rolo sulla A22 al casello di Ferrara Sud sulla A13.

Il lungo dibattito tra favorevoli e contrari recentemente riacceso dall’interrogazione all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna lo scorso 5 aprile sta rimettendo in discussione l’intero progetto.

CNA Emilia Romagna non può che esprimersi favorevolmente rispetto gli obiettivi dell’infrastruttura: rivitalizzare economicamente un’area della nostra regione che soffre storicamente per la mancanza di collegamenti rapidi e agevoli e incrementare l’attrattività insediativa delle aree produttive. La Cispadana nei suoi disegni progettuali nasce infatti per favorire il collegamento diretto tra i territori delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara (per la tratta Reggiolo-Ferrara occorrerebbe la metà del tempo) e il completamento del corridoio est-ovest con il mare Adriatico oltre che avere ricadute positive sul traffico nei centri abitati (si stimano 11.000 mezzi pesanti in meno nei centri cittadini)

67 chilometri che continuano a fare discutere. Ma non CNA, le cui posizioni favorevoli sono già state espresse in passato e vengono ribadite oggi anche dai territori più direttamente coinvolti.

“Noi non facciamo guerre di religione sul tipo di superstrada o autostrada definita Cispadana – aggiunge Claudio Medici, Presidente territoriale CNA ModenaIn altre parole, poco importa che sia un’autostrada a pedaggio o una strada a scorrimento veloce. Noi abbiamo sempre caldeggiato la soluzione più rapida e più opportuna rispetto alla sostenibilità ambientale, finanziaria e temporale di questa vitale infrastruttura. Vorremmo oggi sapere cosa ci dobbiamo attendere e in quali tempi. Certo dispiace constatare che per l’ennesima volta questa strada, agognata da ormai mezzo secolo, subisca un nuovo ritardo”.

“In tutti questi anni – sostiene Davide Bellotti, Presidente territoriale CNA Ferraraabbiamo sollecitato, con fermezza e coerenza, la realizzazione della Cispadana ma giunti a questo punto vorremmo avere chiarezza sui tempi”.

“CNA Reggio Emilia si è sempre schierata a favore di un’arteria di collegamento necessaria in un’ottica di Area Vasta che comprende l’Emilia e la Bassa Lombardia – aggiunge Giorgio Lugli, Presidente territoriale CNA Reggio EmiliaDue territori accomunati da aree produttive importanti, che potrebbero essere ancora più competitive con la realizzazione di un’infrastruttura vitale come la Cispadana, in grado di abbattere i costi logistici che oggi gravano sulle imprese. È tempo di concretizzare un progetto che da troppo tempo subisce ritardi incomprensibili che penalizzano l’economia e le comunità dei territori coinvolti”.

“Siamo convinti dell’utilità dell’opera – afferma Paolo Giuffredi, Presidente territoriale CNA Parma, che aggiunge –riteniamo tuttavia che questo progetto non possa prescindere dal completamento di un altro asse strategico, quello della Tirreno-Brennero”.

Anche la CNA di Bologna, pur non essendo coinvolta direttamente nell’attraversamento del suo territorio dalla Cispadana, ne sostiene da tempo la realizzazione in quanto opera infrastrutturale di tale rilevanza che avrà un impatto positivo anche sui territori vicini. Sempre in tema infrastrutture, CNA Bologna giudica preoccupante che venga ancora messo in discussione il “Passante di Mezzo” viste le necessità trasportistiche di Bologna e il fatto che dopo tantissimi anni si è abbandonato il progetto “Passante nord” e si è trovata questa soluzione che già rappresenta una mediazione.

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