21 ottobre 2015

Ascom e Cna unite: “Sbagliato fermare la Tirrenno Brennero”

Ascom e Cna unite: “Sbagliato fermare la Tirrenno Brennero”

Le associazioni di categoria intervengono a fianco dell’Upi e Federalberghi. Ascom: “Penalizzata logistica e turismo”. Cna, Ghirardi: “La Regione non ci ha consultato”


“Dopo tanti anni di attesa, la nostra provincia rischia di venire  ancora una volta penalizzata dall’ennesimo blocco di un’opera ritenuta di vitale importanza dall’intero comparto imprenditoriale. La mancata realizzazione del raccordo Ti-Bre  comporterebbe infatti la perdita di una grande opportunità per Parma e il suo territorio,  penalizzando  non solo la capacità di attrazione turistica ma anche tutto il sistema di logistica delle merci che ruota intorno al importate comparto imprenditoriale che Parma esprime.

È di difficile comprensione  pensare che un investimento ferroviario possa  supplire un intervento sul trasporto su gomma, ancor più quando la stessa Regione, in passato, ha già portato avanti in parallelo progetti di ampliamento  ferroviario e autostradale, a dimostrazione che i due sistemi sono sì complementari, ma non sostitutivi tra loro:  si pensi ad esempio ai lavori per la linea ferroviaria dell’alta velocità contestuali all’ampliamento della 4° corsia nel tratto autostradale Modena Bologna, o all’ampliamento del valico tra Bologna e Firenze. Auspichiamo quindi che la Regione voglia tener conto delle ragioni espresse dalla maggior parte del territorio, riconsiderando quindi la propria scelta”.

Anche Cna Parma esprime preoccupazione e disaccordo circa l’ipotesi di eliminazione del secondo lotto dell’infrastruttura viaria Tirreno Brennero, dalle opere strategiche della Regione Emilia Romagna. La Presidenza di CNA Parma ha affrontato nei giorni scorsi il tema divenuto di forte attualità in queste settimane, cercando di ripercorrere la lunga vicenda che ha accompagnato l’evolversi del progetto viario Tirreno – Brennero, finendo per rimanere sorpresa di fronte ad un’ipotesi che pare voler mettere da parte molti presupposti ed altrettante opportunità su cui l’economia di questo territorio ritiene ad oggi di poter contare.

“Sorprende innanzitutto l’atteggiamento della Regione” fa notare Ghirardi “che avanza un’ipotesi di questa portata senza averla minimamente confrontata con le realtà del territorio espressione dell’economia, ma forse neppure con la parte politica, al contrario di quanto avvenne quando, tempo fa, questa scelta si trattò di condividerla”. CNA Parma esprime poi stupore per le motivazioni addotte, in buona parte pretestuosa quella dell’impatto ambientale e altrettanto poco credibile quella dei costi. “Il costo dell’opera è sempre stato uno degli argomenti su cui hanno fatto leva i detrattori dell’intervento” sostiene Ghirardi “quando invece, così come avvenuto interamente per il primo lotto, i costi sarebbero in capo al Concessionario e solo in minima parte a carico dello Stato”.

Critiche arrivano dalla Presidenza di CNA Parma, anche sull’ipotesi di collegamento con la spesso richiamata Cispadana, ritenuta decisamente più impattante dei pochi chilometri che separano il primo tratto di TI-BRE dal confine della Regione. CNA sostiene poi la convinzione che l’opera stradale non possa essere ritenuta alternativa alla costruzione della TI-BRE ferroviaria di cui si parla da decenni ma che sembra invece riesumata ad arte in questo momento per essere contrapposta alle argomentazioni di chi sostiene la necessità di completare il tratto autostradale dell’arteria.

Guardando ad interessi che non possono fermarsi sulle rive del Po, Ghirardi ritiene che “la TI–BRE sia importante per un’area che va ben oltre la provincia di Parma, superando anche un più vasto territorio che potrebbe configurarsi con le province di Piacenza, Parma e Reggio, la TI-BRE è da vedere come strategica per un’area ben più estesa che va dal Veneto alla Liguria attraverso Lombardia, Toscana ed Emilia. L’auspicio che esprime il Presidente di CNA è pertanto quello che “il Governo Regionale possa avere un rapido ripensamento, con l’inserimento del completamento della parte mancante di quest’arteria tra le priorità infrastrutturali della Regione Emilia Romagna, a cui Parma e quella parte importante di economia che CNA ha il dovere di rappresentare, si onora di appartenere”.

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