21 maggio 2017

“Inquinamento e ambiente dimenticati dalla politica”

“Inquinamento e ambiente dimenticati dalla politica”

L’intervista della domenica. Rolando Cervi, presidente del WWF Parma e organizzatore del Festival dello Sviluppo Sostenibile al via lunedì 22 maggio


Sono 26 gli appuntamenti del Festival dello Sviluppo Sostenibile che si terrà a Parma dal 22 maggio al 7 giugno. Un cartellone ricco di conferenze, presentazioni di libri e proiezioni di film allo scopo di riflettere sul futuro, tra la minaccia dei cambiamenti climatici e l’esigenza di adottare stili di vita che permettano di coniugare benessere, tutela del pianeta, diritto al lavoro e della dignità umana. Uno degli organizzatori è Rolando Cervi, presidente del WWF Parma.

Perché promuovete un Festival sullo Sviluppo Sostenibile ?

“Perché crediamo che sia più che mai necessario, vista la grandezza delle sfide che abbiamo di fronte, diffondere ad un pubblico vasto consapevolezza e conoscenza sulle questioni ambientali, che troppo spesso rimangono invece confinate in un ambito di “addetti ai lavori”.

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Parma purtroppo si distingue in negativo in classifiche poco invidiabili, come quella sull’inquinamento dall’aria e quella sulla cementificazione del suolo agricolo, con più di uno spreco assurdo come ci ricorda tutti i giorni l’ecomostro incompiuto su via Asolana. Sono questioni gravi, che toccano la salute, la qualità della vita e le prospettive future di ognuno di noi e dei nostri figli, è indispensabile per tutti capirne di più”.

Considerato che è in corso la campagna elettorale per il Comune, il Festival non rischia di finire in ombra?

“Sicuramente qualche rischio in questo senso c’è; ma c’è anche un’opportunità: contaminare la campagna elettorale con argomenti che, a dispetto della loro rilevanza, sono sostanzialmente assenti dal dibattito pubblico. Con gli appuntamenti del Festival, tutti tenuti da personalità di alto profilo tecnico-scientifico, abbiamo l’ambizione di dare un utile contributo alle scelte che Cittadini e Amministratori dovranno fare per il futuro della città”.

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Gli sconvolgimenti portati dai cambiamenti climatici sono molto pesanti. Eppure la gente non sembra interessata. È così?

“In effetti l’impressione è che ci sia una scarsa considerazione del problema, che sembra assai poco appetibile anche a livello mediatico, e qui mi permetto di dire che anche il mondo dell’informazione ha qualche responsabilità. Volendo fare un paragone, è un po’ come per i terremoti: pur essendo ormai chiaro che siamo un Paese a rischio, facciamo come se il problema non esistesse, poi ad ogni evento sismico rilevante gridiamo alla calamità, per qualche settimana non parliamo d’altro, e infine torniamo a rimuovere la questione fino alla prossima volta. Anche Parma tocca con mano ogni giorno gli effetti del riscaldamento globale, pensiamo alla siccità degli ultimi mesi, ai recenti inverni senza neve, o all’esempio più eclatante, l’alluvione del Baganza del 2014. Eppure, anche in quel caso, non è stata fatta una riflessione ampia sulla questione. Ci si è concentrati su argomenti parziali e superficiali, dal legname galleggiante ai fax della protezione civile, e si è arrivati ad una risposta tanto vistosa e costosa quanto incompleta, come la costruzione di una gigantesca cassa d’espansione”.

Domanda forse banale: l’ecologia è antitetica all’economia ?

“La domanda non è banale, e la risposta è un po’ difficile da sintetizzare. Credo che il modello che abbiamo ereditato dal secolo scorso, basato sul PIL, sulla crescita infinita dei consumi e sui combustibili fossili, appaia ormai superato e insostenibile, non solo sul piano ambientale, ma anche finanziario, sociale e geopolitico. In realtà la sostenibilità ambientale può essere un motore di sviluppo economico importante, basti pensare alle centinaia di migliaia di posti di lavoro creati in pochi anni dal settore dei pannelli solari. Il punto è che il nostro modello di sviluppo è sempre più orientato verso la concentrazione della ricchezza, come dimostrano l’aumento della povertà e l’assottigliamento del ceto medio che vediamo in tutto l’occidente, mentre le buone pratiche ambientali tendono a creare una ricchezza diffusa. Una vera “Green Economy” richiede ricerca, innovazione e coraggio imprenditoriale, e si presta poco alle manovre speculative e alle rendite di posizione, che sono invece i pilastri del pensiero imprenditoriale ed economico dominante”.

Tra i principali appuntamenti del Festival segnaliamo la conferenza di Luca Mercalli “Crisi ambientale e climatica, perché la sottovalutiamo?” (mercoledì 25 maggio, ore 17, palazzo del Governatore); Stefano Caserini con “I cambiamenti climatici ed i temi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite” (venerdì 26 maggio, ore 15, palazzo del Governatore) e Luca Lombroso in “Oltre la Cop 21 di Parigi: verso la decarbonizzazione” (mercoledì 31 maggio, ore 17, Chiesa S. Tiburzio). La relazione tra cambiamenti climatici e geopolitica sarà invece l’argomento della la conferenza “Ambiente, sviluppo e pace: trasformare tre problemi in una soluzione” con Grammenos Mastrojeni (Sabato 27 maggio, ore 18, Palazzo del Governatore).

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