27 aprile 2016

AlmaLaurea: ecco il profilo del “laureato tipo” di Parma

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AlmaLaurea: ecco il profilo del “laureato tipo” di Parma

26 anni l’età media alla laurea, 100 il voto. L’8% è andato in Erasmus e la maggior parte dei laureati lavora


Chi sono i laureati di Parma? Ce lo spiega AlmaLaurea che oggi (27 aprile) ha presentato il XVIII Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati italiani al Convegno “Formazione universitaria e posti di lavoro: proiezioni spaziali e temporali”, all’Università di Napoli Federico II.

71 le università coinvolte. Il Rapporto sul Profilo dei laureati ha indagato le performance formative di quasi 270 mila laureati del 2015, mentre sono oltre 570 mila i laureati coinvolti nel Rapporto sulla Condizione occupazionale: laureati di primo e secondo livello, del 2014, 2012 e 2010 intervistati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal raggiungimento del titolo.

Ma Parma? Ecco i dati.

IL PROFILO DEI LAUREATI DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA
Per quanto riguarda la provenienza geografica e il background formativo
, i laureati di cittadinanza estera rappresentano il 4,1%, mentre il 46% dei laureati proviene da fuori regione.
 È in possesso di un diploma di tipo liceale il 63% dei laureati.
L’età media alla laurea, pari a 26 anni per il complesso dei laureati, varia tra i 25 anni per i laureati di primo livello e i 27,1 anni per i magistrali biennali. 
45 laureati su cento terminano l’università in corso. Il voto medio di laurea è 99,9 su 110.
Il 64% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi.
 Le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) riguardano l’8% dei laureati.
 Il 64% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari.
L’83% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, 74 laureati su cento considerano le aule adeguate, 28 ritengono le postazioni informatiche presenti in numero adeguato e 75 valutano positivamente i servizi di biblioteca.
 E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Confermerebbe la scelta del corso e dell’Ateneo il 64% dei laureati, mentre l’8% si riscriverebbe allo stesso Ateneo ma cambiando corso.

LA CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA
9.147 i laureati dell’Università di Parma coinvolti. La sintesi si concentra sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2014, intervistati a un anno dal titolo, e su quelle dei laureati magistrali biennali del 2012 intervistati a tre anni e del 2010 intervistati a cinque anni.
 Sebbene una quota elevata di laureati di primo livello, 58%, prosegua il percorso formativo con la magistrale, è utile fotografare le performance occupazionali di coloro che dopo la conquista del titolo hanno scelto di non proseguire gli studi e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro. 
Isolando quindi tra i laureati triennali coloro che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (40%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo. Il tasso di occupazione è del 75%, mentre quello di disoccupazione è pari al 17%.
 Il 37% degli occupati può contare su un lavoro stabile. Il guadagno è in media di 1.049 euro mensili netti.
Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? 
Sono 52 laureati su cento, i quali considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono.
I laureati magistrali biennali del 2014 coinvolti ad un anno dal titolo sono 1.514, quelli del 2012 a tre anni sono 1.524 e quelli del 2010 a cinque anni sono 1.392.
A un anno
, il 73% dei laureati magistrali biennali del 2014, compresi coloro che sono in formazione retribuita, è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 19%. 34 occupati su cento possono contare su un lavoro stabile. Il guadagno è di 1.156 euro mensili netti e l’efficacia è pari al 49%.
A tre anni, l’89% dei laureati magistrali biennali del 2012 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 7%. 
Gli occupati stabili sono il 57%. Le retribuzioni arrivano a 1.253 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 50 laureati su cento.
 Ma dove vanno a lavorare? L’86% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 10% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (4%). L’ambito dei servizi assorbe il 65%, mentre l’industria accoglie il 32% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.
A cinque anni
, il 90% dei laureati magistrali biennali del 2010 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 6%.
Gli occupati stabili sono il 74%. Le retribuzioni arrivano a 1.419 euro mensili netti.
L’efficacia coinvolge 55 laureati su cento.
 L’85% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre l’11% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (4%). L’ambito dei servizi assorbe il 63%, mentre l’industria accoglie il 35% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

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